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Remember the sea

Andrea Avezzù, Davide Battistin, Barbara Luisi e Vittorio Marella
18 ott 2022 – 22 nov 2022

Venezia e il mare. Storia di un popolo che partendo da un arcipelago di piccole isolette melmose in una laguna del nord adriatico costruirà il più grande impero marittimo del medioevo.

Breath Andrea Avezzu

Venezia e il mare. Storia di un popolo che partendo da un arcipelago di piccole isolette melmose in una laguna del nord adriatico costruirà il più grande impero marittimo del medioevo. Storia di navi e valorosi capitani da mar come quell'Enrico Dandolo che ultraottantenne e cieco condusse la flotta veneziana alla conquista di Costantinopoli.

Il mare rappresenta da sempre nella storia veneziana l'elemento simbolico del potere, ma anche della scoperta e dell’innovazione. Il progressivo degrado della relazione tra Venezia e il mare ha effetti devastanti, non tanto per il venir meno dei profitti economici dell’attività mercantile, quanto per la compromissione di un formidabile modello di sviluppo basato sul flusso di nuove energie e informazioni dal mondo che i viaggiatori veneziani portavano con sé al loro ritorno in laguna. Venezia fu, grazie a loro, centro mondiale delle arti, delle industrie e, soprattutto, delle idee nuove. Il mare rappresentava non a caso la principale esperienza formativa per i giovani, inviati ben presto dalle famiglie lontano dalla loro confortevole città per conoscere il mondo e formarsi acquisendo coraggio. L’oblio del mare ha privato i veneziani della forza creativa, rendendoli via via stanziali fino a trasformarli in un popolo sostanzialmente improduttivo che vive dello sfruttamento commerciale del superbo patrimonio che ha ereditato. Una deriva rovinosa vissuta tra ambigue nostalgie delle glorie passate e una pericolosa autoreferenzialità, fortunatamente mitigata dalla presenza di nuovi veneziani che, in virtù dello straordinariamente immutato potere di attrazione di Venezia, continuano a stabilirsi in laguna.

La mostra collettiva Remember the sea è un omaggio al mare attraverso lo sguardo di tre artisti veneziani, il fotografo Andrea Avezzù, i pittori Davide Battistin e Vittorio Marella, e la poliedrica artista e fotografa viennese Barbara Luisi. Quattro visioni personalissime ognuna delle quali restituisce un immaginario legato alla propria potente relazione con il mare. 

Le fotografie di Andrea Avezzù, che ha lungamente lavorato soprattutto su visioni notturne, sembrano scrutare la materia del mare alla ricerca di una densità propria e di una luce intrinseca. Ciò che emerge dai suoi lavori è la forza e il mistero, ma anche lo sbigottimento dell’uomo dinanzi alla potenza del mare. Le sue fotografie a volte colpiscono allo stomaco presentandoci il mare come metafora della vita e ricordandoci l'importanza del coraggio.

Davide Battistin dipinge il mare dei sogni. Dei nostri e dei suoi sogni. Nei suoi orizzonti infiniti si perde il nostro desiderio di viaggio come evasione da una quotidianità insufficiente, in cui conduciamo vite anguste in lotta con le esigenze profonde della nostra anima. I mari di Battistin sono la quintessenza della libertà. Ma sono anche chimera, mondi perfetti cui possiamo solo anelare. Possiamo soltanto sognarli perdendoci negli orizzonti infiniti che nessuno come Battistin sa creare con la sua pittura.

Vittorio Marella, giovane artista veneziano, ci porta lontano partendo dal mare di casa. Il mare del Lido. Il mare che ci appartiene, con i suoi colori, i suoi venti e i suoi odori. Con il dipinto La naufraga felice il mare del Lido diventa palcoscenico di una rappresentazione tra dramma e mito. Marella eleva il mare a una dimensione fortemente metafisica infondendoci sentimenti che oscillano tra l’angoscia profonda e lo stupore al cospetto della bellezza del mondo.

Barbara Luisi espone tre fotografie appartenenti alla serie Dreamland. Gli scatti notturni di Luisi, realizzati sulle coste di luoghi del mondo in continenti diversi, ci parlano di uno specifico background fortemente cosmopolita. Barbara Luisi è una nomade alla disperata ricerca di bellezza. Il suo sguardo eclettico vaga avido e delicato scrutando con penetrante curiosità ogni aspetto della realtà. Una nuova veneziana venuta da lontano con il suo inseparabile violino. Barbara, dopo aver a lungo vissuto tra New York, Giappone e Austria, ha scelto Venezia come casa. 

Venezia sempre più città del mondo.

Luogo ideale per cittadini del mondo.